Vademecum del cercatore di funghi

Ecco alcuni consigli pratici, una breve sintesi delle principali norme che regolano la raccolta dei funghi e alcune buone regole per un corretto approccio alla ricerca.

La normativa di riferimento

Nella nostra Regione la raccolta ed il commercio dei funghi epigei spontanei è regolata dalla Legge Regionale n°16 del 22 marzo 1999 e successive modifiche contemplate nella Legge Regionale n°68 del 22 dicembre 1999 alla cui consultazione vi rimandiamo per chiarimenti ed approfondimenti.

Punti essenziali della normativa e consigli utili

1 - La raccolta dei funghi è consentita previa autorizzazione.
Nota bene: questa non è necessaria se la raccolta si effettua nel comune di residenza o in fondi di proprietà.

2 - L’autorizzazione è valida su tutto il territorio regionale ad eccezione delle aree soggette a regolamento specifico.

3 - La durata varia in base alle diverse tipologie di autorizzazione e può essere giornaliera, settimanale, semestrale ed annuale.

4 - L’autorizzazione consente la raccolta giornaliera per una quantità massima di tre chilogrammi.
Nota bene: questo limite può essere superato nel caso di esemplari eccezionali, concresciuti o cespitosi.

5 - La raccolta può essere esercitata da un’ora prima del sorgere del sole fino ad un’ora dopo il tramonto.

6 - Nella raccolta è vietato l’uso di rastrelli ed altri mezzi che possano recare danno al micelio fungino o all’apparato radicale delle piante.

7 - I funghi raccolti devono essere posti all’interno di contenitori rigidi ed areati. É vietato l’uso di sacchetti di plastica.

8 - É vietata la raccolta di esemplari di Boletus (porcino) con cappello inferiore a 4 cm di diametro, di Hygrophorus Marzuolus (marzuolo, dormiente) e di Calocybe Gambosa (prugnolo), con cappello inferiore ai 3 cm di diametro.
Nota bene: in caso di esemplari concresciuti o cespitosi, si prenderà come riferimento l’esemplare più grande.

9 - É vietata la raccolta di Amanita Caesarea (ovolo buono) allo stato di ovolo chiuso.

10 - Sono vietate la distruzione ed il danneggiamento di funghi di qualsiasi specie.

11 - Si consiglia inoltre, di raccogliere esemplari interi, di non tagliare cioè, la base del gambo con il coltello: questo permette un’esatta identificazione della specie. Alcune specie velenose, ad esempio, si riconoscono per alcune caratteristiche presenti alla base del gambo.

12 - Non raccogliere esemplari troppo vecchi o maturi. Questi potrebbero provocare, una volta ingeriti, intossicazioni anche gravi.

13 - Non somministrare i funghi a persone malate o ai bambini piccoli.

14 - Raccogliere e consumare funghi di cui si è assolutamente certi della commestibilità.

15 - Non bisogna prestare attenzione a sistemi empirici per determinare la commestibilità del fungo: l’utilizzo di aglio, di monete d’argento ed altri espedienti: purtroppo non ha alcun valore scientifico. In caso di dubbio sulla commestibilità di un fungo rivolgersi ai servizi dell’Ispettorato Micologico della ASL di zona.

16 - Non raccogliere funghi, in aree vicine a strade di grande circolazione o nei parchi cittadini e in quelle zone dove l’azione dell’uomo incide attraverso l’emissione nell’ambiente di sostanze nocive come diserbanti, gas di scarico, concimi chimici ecc.

Raccomandazioni

Per concludere, ricordiamo di mantenere un atteggiamento rispettoso dell’ambiente, di non abbandonare rifiuti nei boschi, di non lasciarsi andare ad atti di prevaricazione offensiva nei confronti delle specie animali e vegetali che popolano i nostri boschi. Il mantenimento e la conservazione di un ambiente integro sono fattori fondamentali perchè questa appassionante attività possa essere svolta per molto tempo ancora!


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